sabato 26 settembre 2026

 


TALES OF ONEIRA

“Paralyzed”
L'ANGOSCIA DEL RISVEGLIO SENZA CONTROLLO

ASCOLTA "PARALYZED”!

 

https://orcd.co/talesofoneira-paralyzed

GUARDA IL VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=QWuQ1Bwt7Y8


Con il nuovo singolo “Paralyzed”, i Tales of Oneira mettono in musica ed immagini l’esperienza inquietante della paralisi del sonno: la mente si sveglia, ma il corpo resta intrappolato in una dimensione liminale autonoma che non risponde ai comandi.
Durante l’immobilità, le paure emergono come demoni dal sottosuolo, riversando sulla malcapitata ansia, disperazione e apatia, che si traducono nella sensazione di avere un macigno sul petto: “Feel the pressure on your chest / Try to be yourself”.
Il confine tra sogno e realtà si dissolve così poco alla volta, lasciando la protagonista sola nel bel mezzo dell'incubo.
Il brano abbraccia mondi sonori diversi: strizza l'occhio al metalcore moderno, fatto di groove serrati e tensione pre-breakdown, che contrasta con le atmosfere sinfoniche dai tratti gotici.
La voce femminile introduce una dimensione teatrale e oscura, mentre chitarre e ritmiche spingono il brano verso una fisicità opprimente. “Paralyzed” fluttua sulla linea di confine tra queste due dimensioni: aggressività e atmosfera, materia e allucinazione, lucidità e terrore. La zona instabile del delta del fiume in cui acqua dolce e acqua salata si incontrano e il confine perde consistenza, il punto dove è più facile affogare. “You drown more and more / You can't be yourself” perché il nemico non arriva dall’esterno, al contrario siamo noi in lotta con noi stessi.
Come primo capitolo del concept, il singolo scava nella parte più fragile e incontrollabile dell’esperienza umana, nel momento esatto in cui aprire gli occhi non significa ancora essere davvero svegli.


Il progetto nasce dall'incontro tra Giuseppe e Carlo durante i loro studi in ingegneria del suono. Nel settembre 2023, dopo due anni di formazione accademica condivisa e reciproca stima professionale, il forte desiderio di collaborare, unito a una profonda sinergia musicale, ha portato alla creazione di un progetto che fonde le loro diverse passioni: il metal moderno, la synthwave, la schiettezza e la produzione raffinata del pop, le profondità psicologiche dell'horror e il mondo dei sogni.
Questi primi confronti ed esperimenti creativi si sono presto evoluti in una visione chiara: la creazione di un concept. L'obiettivo era esorcizzare le paure attraverso la narrazione musicale, il tutto ambientato in un paesaggio onirico dove il subconscio prende il comando.
Una volta definita la visione, il nome è venuto da sé: Tales of Oneira. È seguita una meticolosa ricerca dei collaboratori ideali tra amici fidati e conoscenze di lunga data, portando al consolidamento finale della formazione della band.
I primi mesi del 2024 sono stati dedicati al perfezionamento dell'EP di debutto, uscito a novembre. È seguito un tour promozionale nel Nord Italia, culminato con l'esibizione al prestigioso Teatro Ariston di Sanremo come finalisti nazionali del concorso Sanremo Rock (dove si sono classificati al quarto posto).
Attualmente, la band è impegnata nella finalizzazione del nuovo album. All’attività in studio, si affianca una prolifica attività live che li ha portati a calcare palchi importanti della scena lombarda tra cui il Rock'n'Roll di Milano ed il Circolo Magnolia in supporto agli Unearth.

 

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HEAVY-CO.CO

“Amara Galera”

ASCOLTA "AMARA GALERA”!

 

https://orcd.co/heavycoco-amaragalera

GUARDA IL VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=xjRn9ha00eg

 

UN BRANO INTIMO E MALINCONICO CHE RACCONTA LA CONSAPEVOLEZZA DELLA FINE DI UNA RELAZIONE

 

“Amara Galera” è il nuovo singolo degli Heavy-Co.Co, un brano che mostra un volto diverso della band e si allontana dalle atmosfere del precedente “Cicinin” per entrare in una dimensione più introspettiva e leggermente malinconica.

Ad accompagnare l’intero pezzo è un riff ricorrente che diventa una sorta di filo conduttore, guidando l’ascoltatore attraverso le emozioni e le immagini evocate dal testo. Una struttura che asseconda il carattere riflessivo della canzone e lascia spazio alle parole e al loro significato.

Al centro di “Amara Galera” c’è la consapevolezza della fine di una relazione. Quel momento in cui diventa sempre più difficile ignorare ciò che sta accadendo e ci si trova costretti a fare i conti con la conclusione di un legame che ha avuto un peso importante nella propria vita.

Le immagini del testo restituiscono in maniera diretta questa presa di coscienza, insieme alla difficoltà di accettare che qualcosa che sembrava destinato a durare possa invece arrivare alla fine.

Siamo davvero pronti ad ammettere che un legame importante sia terminato?

È intorno a questa domanda che si sviluppa “Amara Galera”, trasformando la fine di una relazione in un momento di confronto con se stessi e con ciò che resta quando diventa necessario lasciarsi qualcosa alle spalle.

 

 

 

La band nasce da un'idea dei fratelli Moschetti e prende forma nel 2019 con l'ingresso del batterista Stringari. Poco dopo alla formazione si aggiunge Luce come seconda chitarra, completando il primo assetto del gruppo.

Con il nome di Pandemia, la band registra quattro brani strumentali che verranno successivamente remixati da Tafuro, anche a causa dell'assenza di un cantante nella formazione iniziale.

Dopo un cambio di formazione nel gennaio 2026 la band avvia una collaborazione con l'agenzia Sorry Mom!, aprendo così una nuova fase del proprio percorso artistico.

 

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lunedì 21 settembre 2026

 

ANIMA NERA

"La monotonia dei giorni comuni"

Be Next Music / Universal

ASCOLTA IL DISCO: https://benext.lnk.to/monotonia

Gli Anima Nera tornano con "La monotonia dei giorni comuni", disco che riassume un periodo di intensa attività creativa e insieme apre nuove prospettive sonore per la band milanese, senza rinunciare alla propria identità.

Il gruppo nasce nel 2013 dall'incontro di quattro musicisti decisi a dedicarsi solo alla musica originale, fondendo rock ed elementi della canzone d'autore italiana in un sound energico e diretto.

Guida ai brani: apertura affidata a "Musica" (2022), omaggio alla femminilità tra rock e funk. "Dorian Gray" critica la ricerca ossessiva di un'immagine social perfetta. "Cani Randagi" nasce dalla cronaca nera del 2023 e diventa manifesto di solidarietà. "Se non adesso quando" è il primo inedito, pop ballad sul coraggio di scegliere. "Per Te" e "Dea" raccontano l'amore in due chiavi opposte. "Bambina" porta leggerezza, "Ombre Rosse" chiude tra dubbi e sonorità prog.

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martedì 1 settembre 2026

 

Azzurro - Un Giro Per Napoli

ETICHETTA Sorry Mom!

Ascolta l’ep https://open.spotify.com/intl-it/album/5dygJ9kKJrALpNMluNfPCT?si=dlADMvwKRFG1VVvh9bmXDw



Con "Un giro per Napoli" Azzurro firma un EP che è prima di tutto un'atmosfera: quella di una notte infinita, sudata e imperfetta, vissuta tra motorini, sigarette e parole sospese. Il musicista italiano di base a Barcellona mescola pop alternativo e scrittura cantautorale con una voce ruvida e fragile allo stesso tempo. Sei tracce che si muovono tra malinconia e desiderio, senza mai offrire risposte facili, restando invece dentro le domande. Un disco che non descrive Napoli, la attraversa.

mercoledì 26 agosto 2026

 


SMOKEY GUNNER
“Love, Sex & Loneliness”



CPT Records
Spotify: https://short-url.cc/1wF7j
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Deezer: https://short-url.cc/1wFbg
Amazon Music: https://short-url.cc/1wFbJ

L’uscita di “Love, Sex & Loneliness” è stata anticipata dal singolo “If You Know What I Mean”, un brano diretto e senza filtri che racconta una notte vissuta tra eccessi, seduzione e scelte impulsive, e che dà bene la misura di cosa aspettarsi dal disco intero. Altrove, “Kill Me” ribalta le aspettative: più che un incitamento alla resa, è una dichiarazione di resistenza, il grido di chi resta in piedi nonostante le ferite. Gli Smokey Gunner confermano un’attitudine live che si percepisce anche in studio, fatta di energia immediata e ritornelli pensati per essere urlati dal pubblico. Un secondo album che consolida la loro identità senza ripetersi.

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lunedì 6 luglio 2026


ILENIA MARZANO

I Am Done Conforming

Registrato e Mixato Presso CREATIVA MUSIC

 

https://open.spotify.com/intl-it/album/2AUfs2u1fP6mRAFMsKErYT?si=BxhnQK-GStW8W8-v0VLceA

 

C'è qualcosa di deliberatamente non convenzionale in I Am Done Conforming. Non nella forma — il disco è riconoscibile, accessibile, costruito su strutture che funzionano — ma nell'atteggiamento. Ilenia Marzano non cerca di piacere a tutti, e si sente. La produzione artistica di Fabio Codega sostiene questa scelta senza ammorbidirne le angolature: elettronica, rock, ambient e progressive convivono in un unico progetto che avanza con coerenza e rifiuta le facili classificazioni.

Il disco in uscita il 22 giugno 2026 per Creativa Music è il primo lavoro in lingua inglese di una cantautrice romana che ha attraversato vent'anni di musica — contest, accademia, orchestra, teatro, televisione — prima di arrivare a questo punto. E si avverte: c'è la solidità di chi sa cosa sta facendo.

No More è forse il brano più efficace nel tradurre questa solidità in emozione. La ripetizione del titolo non è riempitivo: è una soglia. "No more no more you won't make me suffer for love / and I know for sure I'll make something good." Il rimpianto c'è, le scuse ci sono, ma il futuro è già scelto. L'immagine dei "baci fatti di luce lunare che svaniscono nel giorno" è tra le più riuscite dell'intero disco.

Tilting at Windmills porta Don Chisciotte nella contemporaneità senza farne una citazione decorativa: il guerriero stanco che ha combattuto mulini a vento viene trattato con rispetto e compassione. "Although he doesn't have the answers / One day, everything will make more sense." Il finale — "I give him this melody / Let it be his strength" — è uno dei momenti più toccanti di tutto l'album. Un debutto che rimane.


mercoledì 1 luglio 2026

L’Arcano Patavino – Transcode

Qui puoi ascoltare il disco in streaming

https://music.imusician.pro/a/zIAt2qGC

Transcode è disponibile in formato digitale su tutte le piattaforme streaming musicali, è prossimo ad essere stampato in formato CD. Un’edizione limitata ricca di immagini.

I dieci racconti, dove strumenti suonati ed elettronica convivono in simbiosi con umanità e paure, affrontano il tema della perdita, dell’attesa, della memoria, del mondo circostante.

Scritto, suonato e registrato da Matteo Patavino (pianoforte e sintetizzatori) e interpretato da Donato Arcano (voci e chitarre) è un album concept, multiforme e colorato, che abbraccia rock e canzone d’autore. Transcode è la storia di Johnny il quale, finito sull’orlo del precipizio, capisce di essere governato da un potere che agisce senza principi e senza scrupoli. Solo dopo aver affrontato dure prove, contro alcuni dei suoi inconsci, Johnny recupera quell’ umanità che forse gli permetterà di sopravvivere.

Il lavoro interamente autoprodotto, si avvale delle preziose collaborazioni di Ferruccio Spinetti (Avion Travel, Musica Nuda), basso elettrico (La danza e Terlundana); e di Maurizio Liguori, chitarra elettrica (Il corvo, New city); Christian Nasillo, chitarra elettrica (L'amore sospeso, Soffio); Simone Tamaro, sax (Johnny, Morgana).

Il disco è stato masterizzato da Alessandro Guasconi al Virus Recording Studio. Per le immagini di Transcode, L’Arcano Patavino si accompagna con le opere dell’artista Luigi Mastrangelo, interprete della“pittura Mediale”.

L’intervista

D1: L'amore sospeso ha una progressione che culmina negli archi. Come avete costruito

quell'orchestrazione?

R: Dal voler rappresentare la sospensione che racconta il testo. Lo stato psicofisico di una

leggerezza inquieta di fondo, che vive l’attesa dell’amore tra leggi cosmiche ineluttabili e il lato

oscuro del tempo umano, di questo tempo dove regnano la pesantezza, l’aggressività, la

prevaricazione.

D2: I synth analogici hanno un ruolo centrale in quasi tutto l'album. È una scelta estetica o

filosofica?

R: Donato e io abbiamo orecchie aLinate dall’analogico. Sono i synth che posseggo da oltre

quarant’anni, che programmo da allora, dei quali ho imparato pregi e difetti. Compreso il DX 7,

che pur essendo digitale, ha un impatto sonoro analogico. Sono i timbri ideali per il racconto

distopico di Transcode. Non è il feticcio vintage che ci muove ma la resa sonora funzionale.

D3: Morgana è descritta come 'dilatata e intima'. Come si ottiene quella qualità sonora?

R: è stata ottenuta stratificando bordoni di synth trattati prima con delay, poi ricampionata

ricreando la saturazione del nastro e successivamente fatta interagire con il Rhodes e le

chitarre elettriche. Ma senza una vecchio Bontempi giocattolo non avremmo ottenuto quel

carattere dilatato e intimo.

D4: La masterizzazione di Alessandro Guasconi: c'è stato un momento in cui il suono del

disco vi ha sorpreso?

R: Sì, al primo ascolto del master di Alessandro! Uno graLio profondo, nel senso migliore

dell’eLetto. Abbiamo lavorato molto con le saturazioni, su agni traccia, ovviamente con

tipologie e livelli specifici. Ma ascoltarle nell’insieme del master è stato un momento

emozionante perché la masterizzazione ha preservato i piani sonori le sfumature timbriche.

D5: Canticola è descritta come 'rappresentazione di un battito cardiaco'. Quanto è letterale

questa metafora nella struttura musicale?

R: Canticola è l’alternarsi regolare del giorno e della notte. è un’ideale condotta delle

dinamiche tra sistole e diastole, tensione e distensione emotiva, pensiero iper razionale e

speculazione notturna dell’infinito e dell’interiorità. Questo dualismo è sostenuto da un

contrasto armonico tra la linearità delle strofe e la struttura dei ritornelli, molto più

complessa, distante dalle convenzioni della musica Pop. Per quanto poi Canticola è una

canzone Pop, forse la più Pop di Transcode.

D6: La chitarra elettrica in Fiori di campo ha una qualità quasi acustica. È un eLetto cercato?

R: Sì, è il suono di un’ascesa. Doveva essere leggera, priva del peso della fondamentale. Il

suono di un palloncino che sale al cielo. Anche per quel suono c’è stato un particolare uso dei

delay, sincronizzati attraverso rapporti di tempo articolati e mutevoli.

 

BIOGRAFIA

L’Arcano Patavino ha debuttato discograficamente nel 2010 con l’album “D’Amore e di Devozione” (Promomusic/Raitrade/Edel), intenso lavoro, frutto di ricerche etnomusicologiche nel Basso Molise.

Conservando dialetto e melodie originali, il duo, formato da Donato Arcano e Matteo Patavino, affiancato da Lorenzo Moka Tommasini per la produzione artistica, ha rielaborato antichi canti popolari, arricchendoli con archi e arrangiamenti elettro-rock. Un album ricco di collaborazioni tra le quali Cristiano Godano, interprete di

Passione (canto del Venerdì Santo), e Tony Bowers (bassista storico dei Simply Red), basso elettrico in Carregna. Il disco, accolto da ottimi giudizi della critica musicale, è stato inserito tra i migliori album del 2010 dal settimanale Alias del Manifesto. Con il brano Maichentò, L’Arcano Patavino è arrivato tra i 16 semifinalistidi Musicultura 2013.

A due anni dall’uscita di “D’Amore e di Devozione”, l’Arcano Patavino ha iniziato la stesura di canzoni originali. Scritte, suonate e registrate da Matteo (pianoforte e sintetizzatori) e interpretate da Donato (voci e chitarre). Una creazione lunga più di 10 anni che ha portato alla luce Transcode, dieci canzoni tra rock e

canzone d’autore. Dieci racconti dove strumenti suonati ed elettronica convivono in simbiosi con umanità e paure.

Tra gli ospiti, Ferruccio Spinetti, basso elettrico ne La Danza e Terlundana.