mercoledì 1 luglio 2026

L’Arcano Patavino – Transcode

Qui puoi ascoltare il disco in streaming

https://music.imusician.pro/a/zIAt2qGC

Transcode è disponibile in formato digitale su tutte le piattaforme streaming musicali, è prossimo ad essere stampato in formato CD. Un’edizione limitata ricca di immagini.

I dieci racconti, dove strumenti suonati ed elettronica convivono in simbiosi con umanità e paure, affrontano il tema della perdita, dell’attesa, della memoria, del mondo circostante.

Scritto, suonato e registrato da Matteo Patavino (pianoforte e sintetizzatori) e interpretato da Donato Arcano (voci e chitarre) è un album concept, multiforme e colorato, che abbraccia rock e canzone d’autore. Transcode è la storia di Johnny il quale, finito sull’orlo del precipizio, capisce di essere governato da un potere che agisce senza principi e senza scrupoli. Solo dopo aver affrontato dure prove, contro alcuni dei suoi inconsci, Johnny recupera quell’ umanità che forse gli permetterà di sopravvivere.

Il lavoro interamente autoprodotto, si avvale delle preziose collaborazioni di Ferruccio Spinetti (Avion Travel, Musica Nuda), basso elettrico (La danza e Terlundana); e di Maurizio Liguori, chitarra elettrica (Il corvo, New city); Christian Nasillo, chitarra elettrica (L'amore sospeso, Soffio); Simone Tamaro, sax (Johnny, Morgana).

Il disco è stato masterizzato da Alessandro Guasconi al Virus Recording Studio. Per le immagini di Transcode, L’Arcano Patavino si accompagna con le opere dell’artista Luigi Mastrangelo, interprete della“pittura Mediale”.

L’intervista

D1: L'amore sospeso ha una progressione che culmina negli archi. Come avete costruito

quell'orchestrazione?

R: Dal voler rappresentare la sospensione che racconta il testo. Lo stato psicofisico di una

leggerezza inquieta di fondo, che vive l’attesa dell’amore tra leggi cosmiche ineluttabili e il lato

oscuro del tempo umano, di questo tempo dove regnano la pesantezza, l’aggressività, la

prevaricazione.

D2: I synth analogici hanno un ruolo centrale in quasi tutto l'album. È una scelta estetica o

filosofica?

R: Donato e io abbiamo orecchie aLinate dall’analogico. Sono i synth che posseggo da oltre

quarant’anni, che programmo da allora, dei quali ho imparato pregi e difetti. Compreso il DX 7,

che pur essendo digitale, ha un impatto sonoro analogico. Sono i timbri ideali per il racconto

distopico di Transcode. Non è il feticcio vintage che ci muove ma la resa sonora funzionale.

D3: Morgana è descritta come 'dilatata e intima'. Come si ottiene quella qualità sonora?

R: è stata ottenuta stratificando bordoni di synth trattati prima con delay, poi ricampionata

ricreando la saturazione del nastro e successivamente fatta interagire con il Rhodes e le

chitarre elettriche. Ma senza una vecchio Bontempi giocattolo non avremmo ottenuto quel

carattere dilatato e intimo.

D4: La masterizzazione di Alessandro Guasconi: c'è stato un momento in cui il suono del

disco vi ha sorpreso?

R: Sì, al primo ascolto del master di Alessandro! Uno graLio profondo, nel senso migliore

dell’eLetto. Abbiamo lavorato molto con le saturazioni, su agni traccia, ovviamente con

tipologie e livelli specifici. Ma ascoltarle nell’insieme del master è stato un momento

emozionante perché la masterizzazione ha preservato i piani sonori le sfumature timbriche.

D5: Canticola è descritta come 'rappresentazione di un battito cardiaco'. Quanto è letterale

questa metafora nella struttura musicale?

R: Canticola è l’alternarsi regolare del giorno e della notte. è un’ideale condotta delle

dinamiche tra sistole e diastole, tensione e distensione emotiva, pensiero iper razionale e

speculazione notturna dell’infinito e dell’interiorità. Questo dualismo è sostenuto da un

contrasto armonico tra la linearità delle strofe e la struttura dei ritornelli, molto più

complessa, distante dalle convenzioni della musica Pop. Per quanto poi Canticola è una

canzone Pop, forse la più Pop di Transcode.

D6: La chitarra elettrica in Fiori di campo ha una qualità quasi acustica. È un eLetto cercato?

R: Sì, è il suono di un’ascesa. Doveva essere leggera, priva del peso della fondamentale. Il

suono di un palloncino che sale al cielo. Anche per quel suono c’è stato un particolare uso dei

delay, sincronizzati attraverso rapporti di tempo articolati e mutevoli.

 

BIOGRAFIA

L’Arcano Patavino ha debuttato discograficamente nel 2010 con l’album “D’Amore e di Devozione” (Promomusic/Raitrade/Edel), intenso lavoro, frutto di ricerche etnomusicologiche nel Basso Molise.

Conservando dialetto e melodie originali, il duo, formato da Donato Arcano e Matteo Patavino, affiancato da Lorenzo Moka Tommasini per la produzione artistica, ha rielaborato antichi canti popolari, arricchendoli con archi e arrangiamenti elettro-rock. Un album ricco di collaborazioni tra le quali Cristiano Godano, interprete di

Passione (canto del Venerdì Santo), e Tony Bowers (bassista storico dei Simply Red), basso elettrico in Carregna. Il disco, accolto da ottimi giudizi della critica musicale, è stato inserito tra i migliori album del 2010 dal settimanale Alias del Manifesto. Con il brano Maichentò, L’Arcano Patavino è arrivato tra i 16 semifinalistidi Musicultura 2013.

A due anni dall’uscita di “D’Amore e di Devozione”, l’Arcano Patavino ha iniziato la stesura di canzoni originali. Scritte, suonate e registrate da Matteo (pianoforte e sintetizzatori) e interpretate da Donato (voci e chitarre). Una creazione lunga più di 10 anni che ha portato alla luce Transcode, dieci canzoni tra rock e

canzone d’autore. Dieci racconti dove strumenti suonati ed elettronica convivono in simbiosi con umanità e paure.

Tra gli ospiti, Ferruccio Spinetti, basso elettrico ne La Danza e Terlundana.



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