martedì 14 aprile 2026

 

Anima Mundi: complessità e bellezza

STEFANO LENTINI & LELÉKA

ANIMA MUNDI

© ℗ COLOORA RECORDS | SIAE 2026

STORES: https://music.imusician.pro/a/WS1TMeF5

 

INTERVISTA

Hai collaborato con artisti e produzioni molto diverse: cosa ti ha lasciato questo percorso? Lavorare con Viktoria è stato incredibile, un flusso continuo di stimoli inattesi, tessiture, strutture parallele. Un arricchimento reciproco nel senso più pieno del termine.

In che modo il lavoro sulle colonne sonore ha influenzato la tua scrittura? Mi ha insegnato a essere più diretto. Lavorare con i registi è stato come lavorare con grandi produttori capaci di svegliarti e mostrarti una strada che non credevi ti appartenesse, e che invece si rivela la più tua.

"Anima Mundi" sembra molto personale: è stato un progetto più intimo del solito? È un progetto a cui ho dedicato un tempo senza scadenza, lasciando che maturasse fase dopo fase. A differenza di altri lavori con una timeline definita, qui c'è stata più fermentazione.

Quanto è importante per te la sperimentazione? È qualcosa di molto ambivalente: può essere azione sterile oppure luogo della rivoluzione. Per me ha valore solo quando arriva in modo autentico. Se è puro virtuosismo, non mi interessa.

Ti senti parte di una scena musicale precisa? Direi che appartengo a una categoria di ricercatori di lingue sconosciute, qualcosa di trans-genere, che forse non esiste come scena definita, ma di cui ritrovo le tracce qua e là, nei contesti più disparati.

Che ruolo ha la ricerca etnomusicologica nel tuo lavoro? Dell'etnomusicologia apprezzo la curiosità, l'apertura, la capacità di ascolto. Mi interessa molto meno la tendenza a cristallizzare i contenuti musicali in regole, teorie, strutture rigide. Ha quindi un ruolo fondamentale nel mio lavoro, nella misura in cui si traduce in un modo di ascoltare.

Come scegli i musicisti con cui collaborare? Devono avere diverse qualità insieme: quella tecnica, una sorta di saggezza timbrica del proprio strumento, un contatto profondo con le sfumature di ciò che producono, e una zona di personalità peculiare che, se stimolata, li rende più protagonisti.

Questo progetto rappresenta un punto di arrivo o di partenza? Non credo esistano punti di arrivo in senso assoluto. Eppure Anima Mundi per me ha significato il coronamento di un traguardo estetico e il raggiungimento di una qualità sonora importante.

BIOGRAFIA

STEFANO LENTINI
Nato a Roma nel 1974, Stefano Lentini attraversa la musica come un territorio di confine tra memoria e innovazione. Le sue colonne sonore – oltre quaranta tra cinema e televisione – danno voce a emozioni profonde, con una scrittura elegante e ricercata.

Da Fury a Belcanto, il suo lavoro riflette una continua esplorazione del suono. Premiato e ascoltato in tutto il mondo, è rappresentato dalla Gorfaine/Schwartz Agency, sulle orme di Ennio Morricone.

LELÉKA
Viktoriia Leleka è una voce che unisce radici e presente. Nata in Ucraina e cresciuta artisticamente tra Kyiv e Berlino, fonde folk e jazz in un linguaggio personale.

Con il progetto Leléka e l’identità elettronica Donbasgirl, attraversa tradizione e contemporaneità.
Nel 2026 porterà la sua musica all’Eurovision con Ridnym.

domenica 5 aprile 2026

 


BRAM STALKER - B.S. 

 

ASCOLTA IL DISCO IN STREAMING

https://bramstalker.bandcamp.com/album/b-s 

 

 

INTERVISTA

 

1.            “Flowers” parte dalla batteria: che ruolo ha Jacopo nel processo creativo?

 

Il titolo esatto del brano è Flowers on my troubles. Jacopo è un coglione, pigro, ha anche una pessima memoria. Però ha anche dei difetti. Scherzi a parte, essendo un duo, la batteria si è ritrovata a sostenere e fare da fondamenta al muro del basso, su cui poi si appoggia anche la voce. Quindi direi che nel processo creativo, mentre scriviamo in sala, se le parti di batteria non girano come si deve, non si va avanti.

 

 

2.            Come lavorate sull’intensità emotiva della voce?

 

C'è poco ragionamento, di solito faccio tre take di getto e poi prendo quello che mi piace di più. Senza pensare troppo.

 

 

3.            Il disco parla molto di illusioni personali: quali sono le più difficili da smascherare?

 

Quelle a cui siamo più legati, che probabilmente sono anche quelle che teniamo più sopite.

 

 

4.            Avete mai avuto paura del silenzio?

 

Mai. Io personalmente lo adoro.

 

5.            Cosa vi mette più a disagio: il mondo fuori o lo specchio?

 

Come il mondo fuori possa modificare la visione dello specchio.

 

6.            Che differenza c’è tra rabbia e odio?

 

Madonna che domanda complicata.

Credo siano due emozioni molto vicine.

La rabbia è un'emozione primitiva, intensa e spesso breve, che avviene in risposta ad una situazione frustrante. L'odio, invece, è un sentimento duraturo, strutturato e consapevole, il prodotto di una rabbia cronicizzata, che si concentra sul desiderio di danneggiare, distruggere, sfogare e quindi esorcizzare la rabbia stessa.

 

BIOGRAFIA

Bram Stalker è un duo nato nel 2018 e formato da Andrea Maceroni (voce e basso, produttore discografico presso Slam Studio Recordings www.slamstudio.it ) e Jacopo De Marco (batteria).

Bram Stalker è power duo che non suona la chitarra, viene dalle montagne e ci resta più che può… lontano dai centri nevralgici della scena.

Il suono è costruito esclusivamente su basso, batteria e voce: essenziale, fisico, diretto.

Bram Stalker  è ansia, rabbia, eccitazione e birra bionda; sei tu in preda alla paura del tuo peggior nemico, che poi alla fine sei sempre tu; è rimorso, ancora rabbia, inadeguatezza e ipocondria, un ansiolitico non preso e una giornata di tachicardia.

Dopo un primo EP, la band torna con “B.S.”, dodici brani selezionati da oltre venticinque scritti negli anni.

In passato il duo ha collaborato con Nick Oliveri (Queens of The Stone Age) e aperto un concerto degli IDLES, consolidando un’attitudine live intensa e diretta.