martedì 4 luglio 2023

 


 

 

KARIN ANN PRESENTA IL SUO NUOVO SINGOLO: BITTERSWEET HEARTBREAK

Guarda il video

https://www.youtube.com/watch?v=_xmVYUiHK3w

 

 

 

Il nuovo singolo è una ballata pop-rock che racconta come accettare tutto ciò che può avere un significato nella tua vita, anche se questo può farti del male e farti soffrire. Karin apre la ballata con attacchi di chitarra che producono un suono silenzioso e quasi vellutato e, la sua voce eterea e rock, fa un cenno a Billie Eilish - "Non riesco nemmeno ad ascoltare, sono più felice che mai". La melodia della traccia si amplifica costantemente con le percussioni fino a raggiungere un apice euforico, un motivo synth senza tempo che sostiene le armonie impeccabili di Karin Ann - "Ho detto che non sono mai stata innamorata ma penso di aver mentito".

Karin Ann spiega: "La canzone racconta di una relazione che finisce, e dopo un po' guardando indietro su te stessa, ti rendi conto che la fine è stata fondamentale per avere il meglio. Ti manca ancora la persona e ti mancano ancora i bei momenti che hai avuto vissuto insieme, ma sai, nel profondo, che non eravate fatti l’una per l’altro l'uno per l'altra... Quindi è un momento dolceamaro."

Il video musicale che accompagna il nuovo singolo è un'animazione artistica in stop-motion di lettere scritte a mano, e inviate in una busta indirizzata a 'Olivia', l'interesse amoroso della canzone.

Il nuovo singolo di Karin Ann 'bittersweet heartbreak', co-scritto e prodotto da Martin Terefe, vincitore del Grammy Award, segue l'uscita di 'if i fall for you', pubblicato la scorsa primavera, che è stato seguito da un video musicale cinematografico, coming-of-age. Lo scorso anno invece, Karin ha presentato il suo secondo EP 2022 “side effects of being human”, una ballata pop contemporanea.

CHI E' KARIN ANN

Attiva sostenitrice della comunità LGBTQIA+ e dei diritti delle minoranze, Karin Ann si sta rapidamente affermando come icona della Gen Z in tutta Europa e ora nel mondo. I testi delle sue canzoni approfondiscono argomenti come l'uguaglianza di genere, la salute mentale e i diritti umani, oltre a raccontare i tumulti interiori più comuni della generazione di ventenni: amore giovanile, relazioni tossiche e insicurezze. La musica di Karin Ann è il perfetto equilibrio tra le nuove tendenze alternative e il fascino classico. La giovane artista è da sempre influenzata dai musical, colonne sonore e artisti visionari come i Queen. La sua prima canzone l’ha scritta a soli 14 anni e in questi anni è stata supportata da famosi produttori come Tomi Popovic e Matt Schwartz (YUNGBLUD, Massive Attack, Halsey).

Nel 2022 Karin Ann è stata scelta come supporter di celebri gruppi musicali internazionali come YUNGBLUD, LP, Imagine Dragons e My Chemical Romance, nonché per Alfie Templeman nel suo tour europeo, esibendosi inoltre al Festival “The Great Escape”nel Regno Unito. Nel 2021 Karin Ann ha vinto il “Best Video Music” ai Munich Music Video Awards il prestigioso “Discovery of the Year” sempre nel 2021 agli Zebrik Awards nella Repubblica Ceca ed è stata il volto della campagna EQUAL 2021 di Spotify, che l'ha vista diventare la prima artista slovacca a comparire su un gigante cartellone pubblicitario in Times Square a New York. Ha tenuto il suo primo concerto da solista, alla fine del 2021, a Praga, sostenuto da Amnesty International, e Karin Ann ha donato tutti i proventi alla loro iniziativa per sostenere il loro lavoro sui diritti umani.

Il suo attivismo l'ha vista esibire la bandiera arcobaleno, a sostegno della comunità LGBTQIA+ durante un'esibizione dal vivo sull'emittente statale polacca TVP. Nomi internazionali hanno recentemente seguito l'esempio protestando contro la mancanza di diritti LGBTQIA+ in alcune parti dell'Europa orientale, con l'ex Spice Girl, Melanie C che ha annullato il suo concerto di Capodanno in programma e i Black Eyed Peas che hanno indossato fasce arcobaleno durante la loro esibizione. A questo proposito Karin Ann commenta: “È stato molto difficile per me essere quello che sono dove sono nata e cresciuta. Voglio solo che le persone abbiano qualcosa con cui relazionarsi e in cui sentirsi al sicuro”. Al di sopra del successo personale, Karin Ann spera di usare la sua musica come punto di riferimento per condividere un messaggio.

lunedì 12 giugno 2023

 

ARPIONI

presentano il primo video tratto dal nuovo album;

un bellissimo tributo a ENZO JANNACCI fatto a loro modo..

in levare..

"E la vita la vita"

Featuring Elio Biffi  dei Pinguini TaGci Nucleari in

 

GUARDA IL VIDEO

https://youtu.be/sdYo7LAmsf0

 

 

Il brano E LA VITA LA VITA (di Jannacci e Pozzetto) è tratto dall'LP "Jannacci secondo noi - Rido e Piango che non si sa mai" interpretato dagli Arpioni. (cat. ARP04)

 

Per realizzare il video di E la vita la vita, abbiamo deciso di ispirarci alla sigla di Canzonissima '74, in cui Cochi e Renato cantavano il pezzo su piccole scene ironiche. Abbiamo cercato di restare nella vena surreale di quella sigla, senza dimenticare che quella comicità era anche una visione e critica del presente. Questo nuovo video è un omaggio a Enzo Jannacci, Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto. Ovviamente "Secondo noi!'

 

 

LP, CD E 45 GIRI ACQUISTABILI SU www.arpioni.eu 

 

Gli Arpioni sono: Stefano 'Kino' Ferri - Voce, Franco Scarpellini - Chitarra e cori, Francesco Puccianti - Basso, Andrea Locatelli - Tastiere, Alessandro Marzetti - Tromba e Flicorno, Andrea Ocera - Sax Tenore e Baritono, Giovanni Sgorbati- Trombone, Thomas Poletti - Batteria

 

 

Dopo il successo del 2021 su MTV (video italiano più trasmesso) .. tornano ATWOOD con DANGEROUS.. un video tutto londinese, con suoni e beats ultramoderni e un tiro pop irresistibile

 

ATWOOD presentano DANGEROUS...

Guarda il video

https://youtu.be/7QVe8UcYFbk

 

INTRO AL BRANO

“Dangerous” è un monito: non dimenticare mai se stessi e la propria forza. Finché hai te stesso su cui contare, non sarai mai solo - anche quando chiunque altro si allontana. Non permettere a nessuno di manipolarti a suo piacimento.

 

ATWOOD – BIO

“Capaci di muoversi con scioltezza sul palco di X-Factor quanto di un festival metal”, gli Atwood iniziano il loro percorso aprendo gli show di icone come Lost ed Eyes Set to Kill.

Nel 2020 sono in rotazione su Radio Roks, importante radio ucraina, e nel 2021 sono tra i 10 finalisti del Road to the main stage di Firestone.

Scelti come “artista del mese” per MTV New Generation, il brano “So Bad” è il video italiano più trasmesso su MTV Music a giugno 2021.

L’8 aprile 2022 pubblicano una cover di Crawling dei Linkin Park, e aprono lo show sold out dei Sonohra al Legend Club di Milano.

A settembre 2022, gli Atwood arrivano alle audizioni di XFactor, in onda su Now TV e Sky, e a febbraio 2023 raggiungono le semifinali di “Una voce per San Marino”.

Gli Atwood hanno pubblicato una serie di video live in studio - “Better Now”, “Out of the blue” e “So Bad” live session sono ora disponibili su YouTube.

La band ha appena annunciato la release di un nuovo singolo - “Dangerous”, che  uscirà su tutte le piattaforme il 9 giugno 2023.

 

Gli ATWOOD sono:

Alice Grupallo – Voce

Daniele Mammola – Chitarra

 

 

Facebook: https://www.facebook.com/weareatwood Instagram: https://www.instagram.com/atwoodband Twitter: https://twitter.com/atwoodband Spotify: https://open.spotify.com/artist/6hUOe...

martedì 30 maggio 2023

 


Magasin du Café presentano SHARDANA

https://open.spotify.com/album/1DEkAbut8ETPp3PhKFIoep?si=wsRVZG2nRVaui8nHk1j0pg

 

Nel nuovo album i Magasin du Café inseriscono come elemento di novità alcuni testi per spiegare meglio il concetto culturale che sta dietro alle loro creazioni musicali, contrariamente agli album precedenti in cui la voce era usata come uno strumento musicale.

La storia raccontata è quella di un guerriero Shardana che parte dalla Sardegna, partecipa alle campagne di pirateria ai danni dell’Egitto, si offre come guardia personale di Ramses II, partecipa alla battaglia di Qadesh. Vivendo a corte scopre l’enorme sapienza sacra ed esoterica dell’Antico Egitto, entrando in rapporti di rispetto con sacerdoti e aristocratici. Queste nuove conoscenze lo spingono a ricercare le sue origini, le origini dell’essere umano e degli Dei. In un viaggio di unificazione, per tornare a dove tutto è iniziato, parte per raggiungere l’estremo Nord, verso quella che i Greci chiameranno migliaia di anni dopo Hyperborea.

L’album ha sonorità che richiamano il prog rock, il post rock e la world music. L’elettronica regala ritmo e un sound a tratti ipnotico, così come le voci con sonorità ancestrali degli antichi sardi e le armonie dell’Oriente.

Ancora una volta l’emozione è al centro delle composizioni, stavolta unita ad un concetto originale e poco esplorato: l’origine preistorica del nostro mondo, fatta di lotte, amori, scoperte. Temi modernissimi e universali.

 

La Band

I Magasin du Café sono l’essenza della World Music in chiave moderna. Amano suonare in luoghi incontaminati nella natura (laghi di montagna, fiumi, boschi, spiagge, foreste). Hanno creato dal 2020 un format di concerti alimentati da una bicicletta ed illuminati da candele. I loro concerti sono un’esperienza ancestrale, da vivere lasciandosi andare a quello che loro stessi chiamano flow. La voce ed la ritmica di questa band vengono dalla Sardegna, dove migliaia di anni fa vivevano i Popoli del mare “Shardana”. Popoli che non appartenevano a nessun regno, a nessuna dinastia, ma semplicemente appartenevano al mare. Un omaggio alla natura, alla vita, alla libertà.

I loro concerti sono meditativi e spesso riescono a portare il pubblico in uno stato quasi ipnotico. Musica che ci parla di tradizioni lontane, in cui il grande Nord si mescola con l'Oriente, in cui i canti sciamanici dell'America e dell'Africa diventano moderni. Il sound è universale, i suoni sono esotici ma senza connotazione geografica, si mescolano al rock, al folk, all’elettronica, in un dialogo inedito tra i cinque musicisti.

 

Il Concept

Gli Shardana (o Sherden) erano uno dei Popoli del Mare, famosi per essere stati la guardia personale di Ramses II, uno dei faraoni più influenti di tutti i tempi. La loro grandiosità in battaglia si intuisce dai pochi scritti trovati dagli archeologi, ma gli storici più attenti hanno trovato le loro tracce in tutto il Mediterraneo, il Baltico e perfino l’Africa del Sud. Tracce di manufatti, bronzetti nuragici, armi, monumenti di pietra imponenti, bassorilievi e miniere.

Sembra ormai assodato che la Sardegna abbia preso il suo nome da questo popolo, di cui non si conosce ancora l’origine. Da qui deriverebbe il mistero del popolo sardo e della sua nascita, ma soprattutto il mistero della sua unicità. Sembra che gli Shardana abbiano avuto contatti intensi con popoli del nord e mediorientali, talmente profondi e ricorrenti da rendere difficile capire da dove tutto sia partito.

Per noi, Shardana è un concetto che ha ribaltato tutto quello che conoscevamo della nostra storia e del nostro presente. È un tornare alle origini, è scoprire che già migliaia di anni fa, prima della scrittura, le genti si mischiavano, lottavano per i territori, commerciavano ed esploravano.

 

L’INTERVISTA

 

Come avete scoperto il mondo di Shardana?

 

“Shardana” è un modo per chiamare in lingua moderna uno dei Popoli del Mare, che sembra ormai certo avessero base anche nell’isola Sardegna. Questi popoli hanno un’origine per noi misteriosa, hanno vissuto nel mediterraneo di almeno 5000 anni fa, cambiandolo profondamente con i loro commerci, l’artigianato, l’arte e le guerre a cui prendevano parte. Sono stati guardia personale di Ramses II, uno dei faraoni più leggendari di tutti i tempi. Gli salvarono la vita in almeno un’occasione e vengono definiti da lui stesso “imbattibili”. Sono storie antiche tramandate dai genitori di Alberto e Mattia nei racconti di infanzia. Un moto di orgoglio primordiale che abbiamo sentito anche in questi anni, tramite laviche di artigiani e storici che abbiamo incontrato durante i concerti in terra sarda.

Abbiamo unito queste suggestioni in un disco di epica guerriera e che parla di una grande curiosità per un mondo antico e sconosciuto.

 

Quanto è importante la Sardegna in questo percorso musicale?

 

La Sardegna è la terra di origine di Alberto e Mattia, ma anche una delle nostre seconde case di tour estivi tra palchi e musica di strada. Sentiamo l’attitudine dei guerrieri Shardana nel modo di fare degli isolani. Si avvertono in questa terra un mistero e una magia che sono unici. Esiste il "mal di Sardegna” per alcuni di noi. E poi ci sono tutte le influenze musicali e culturali che si perdono nella notte dei tempi, con strumenti antichissimi che hanno resistito al passare dei millenni. I canti sardi, le melodie che si collegano alla musica del nord Europa, le launeddas… tutto ha contribuito a dare una voce organica alla nostra musica e alle nostre suggestioni.

 

Possiamo definire Shardana un concept album? 

 

Lo è assolutamente, sia dal punto di vista tecnico-musicale, sia per le tematiche dei testi. Alcuni brani sono dei manifesti di appartenenza culturale, in cui l’orgoglio per la propria terra si fonde con la curiosità dell'antico e dell’incontro tra popoli. Sempre per ritrovare parti di sé e le proprie origini, mai per fare un viaggio fine a se stesso o per rispondere ai nuovi dettami del politically correct. Uscendo dal concetto letterario e parlando di musica, nonostante la varietà di melodie e di sonorità, si sente un suono unitario che abbiamo cercato per due anni di lavorazione in studio, dal vivoi e nelle ricerche  dirette in terra sarda. Abbiamo unito il vissuto musicale di ognuno di noi alle interviste con storici, artigiani e artisti sardi, durate intere settimane nei primi mesi del 2022.

 

Nelle note introduttive avete definito il vostro stile “universal music”.. Me ne vuoi parlare?

 

Una definizione anomala, abbiamo sempre fatto fatica a definire la nostra musica, come se ogni genere non bastasse a parlare al pubblico di cosa si sarebbero trovati di fronte. Facciamo rock, con chiare influenze prog, ma anche world music, folk, inseriamo la musica elettronica. Come possiamo definire questo se non come “universale”?

 

Ci sono degli artisti o dei generi musicali che vi hanno influenzato nella realizzazione del disco?

 

Di certo i grandi compositori di colonne sonore, dato che veniamo dalla musica puramente strumentale e questo è il nostro primo esperimento con le parole. Citiamo Yann Tiersen, Philip Glass, Hans Zimmer. Band come Sigur Ros, Ulver, Tool… Il jazz di Favata e Ibrahim Maalouf. Le sonorità dilatate dei Pink Floyd e della scuola di Canterbury, il folk che abbiamo ascoltato in anni di musica di strada, tra Francia, Germania e sud Italia. Soprattutto ci leghiamo ai concetti espressi nei libri di Leonardo Melis, sommo studioso del popolo Shardana, insieme a Felice Vinci, alcune pubblicazioni di Guenon e di Evola sulla Tradizione. Il libro dei Morti egiziano ci ha ispirato tanto quanto la musica fatta e ascoltata da trent’anni a questa parte.

 

Vedo che avete già fatto un album diciamo “mistico” come Samsara. Quali pensi siano le differenze?

 

Samsara era solo strumentale, un viaggio composto da molte fermate. Ogni brano era un film. Con Shardana invece siamo stati più compatti, con un pensiero fisso che ha fatto da collante a musica, testi e grafica. Il brano “Samsara” ha aperto una strada nuova per noi, aperta al mondo e all’energia dei grandi festival di world music. É stato uno dei brani più importanti della nostra carriera, nato in poche ore come fosse stato un bisogno. Bisogno di comunicare la nostra gioia e il nostro orgoglio di far parte di questo mondo, che ha radici lontanissime.

 

Ho letto che i vostri concerti sono tutti a impatto zero. Mi spieghi come funziona?

 

A impatto zero… beh è una forzatura dire questo. Di sicuro cerchiamo di diventare più autonomi possibile per dare energia agli spettacoli, parliamo di quelli con accumulatori portatili e una bici che li tiene carichi con la pedalata di volontari tra il pubblico. Spesso ci è capitato di perdere energia e terminare il concerto perché nessuno ha pedalato, son rischi da mettere in conto. É un modo per sensibilizzare all’autoproduzione e al consumo critico, più che all’ecologismo di facciata di questi anni, in cui tante band si sono risvegliate ecologiste di punto in bianco. Il nostro “concerto a pedali” non ha pretese di salvare il mondo, ma offre un punto di vista sul vivere sano e su un rapporto con la natura più responsabile. Quando si penserà all’uomo e alla natura come una cosa sola si farà il salto di coscienza, oggi tutto questo manca, tra chi pensa che la natura sia da sfruttare e chi pensa che dovremmo estinguerci per preservare gli alberi.

martedì 16 maggio 2023

 


GIOVEDI’ 1 GIUGNO

Davide Van De Sfroos

 

Ingresso libero

Presente struttura al coperto che garantirà la realizzazione degli spettacoli anche in caso di maltempo

Orari di apertura del centro

Tutti i giorni feriali: dalle ore 19.00 alle 24.00

Sabati: dalle ore 12,00

Domenica e festivi: dalle ore 12.00 alle 24.00

INFOLINE

ASSOCIAZIONE LO SPIRITO DEL PIANETA

cell : 347 5763417 - info@lospiritodelpianeta.it -  www.lospiritodelpianeta.it

2 EURO PER ACCESSO AL PARCHEGGIO

 

Dopo la pubblicazione in doppio vinile e digitale di alcuni brani tratti dalla scorsa tournèe e forte del successo dei tre tour del 2022DAVIDE VAN DE SFROOS torna in concerto con “Live Estate 2023”, una serie di appuntamenti che lo porteranno in giro per l’Italia e la Svizzera.

Una scaletta ancora nuova e ripensata per questo tour, prodotto e organizzato da MyNina, dove, oltre ai successi della sua carriera e ad alcuni brani del disco “Maader Folk”, si aggiungono canzoni che mancavano da parecchio tempo nel repertorio live del cantautore.

Continua così il viaggio dell’artista comasco per abbracciare ancora il suo pubblico, per camminare tra strade e persone che collegano un passato fatto di memorie, nostalgie, storie, valori ed esperienze a cui continuare ad attingere e a rendere omaggio, il presente come spazio e momento di equilibrio, di presa di fiato e di coscienza e come terreno di speranza e un futuro che non si può prevedere né manovrare ma che tiene sicuramente lo sguardo e le intenzioni a tempi lontani.

«Sono qui nell’erba alta, perché è già alta, i fiori sono sbocciati e ancora una volta si prova quella strana sensazione che ha qualcosa di magico e fuori dal tempo, ovvero, il dover tornare su un palco e anche lì fare sbocciare qualcosa per tutta l’estate. – sussurra Davide attorniato dal cinguettio degli uccellini. E allora ecco la scelta di canzoni vecchie e nuove, ecco l’esaltazione quasi infantile del ritornare ad imbracciare lo strumento, di stare di fronte alle persone. Così come in una liturgia stagionale, portare in  giro musica. Le farfalle volano, i fiori profumano e noi, cos’altro possiamo fare se non mandare in giro i nostri suoni di fronte a tutti coloro che hanno voglia di ascoltare?»

Sul palco insieme a DAVIDE VAN DE SFROOS i musicisti Angapiemage Galiano Persico (violino, mandolino, tamburello, cori), Daniele Caldarini (tastiere, chitarra acustica), Paolo Cazzaniga (chitarra elettrica e acustica, cori), Silvio Centamore (batteria, percussioni), Andrea Cusmano (trombone, plettri, chitarra, flauti dritti, fisarmonica, tastiere, cori) e Matteo Luraghi (basso).

 

 


GRANDE SERATA CON I MITICI SAOR PATROL

MERCOLEDI’ 14 GIUGNO

Ingresso libero

Presente struttura al coperto che garantirà la realizzazione degli spettacoli anche in caso di maltempo

Orari di apertura del centro

Tutti i giorni feriali: dalle ore 19.00 alle 24.00

Sabati: dalle ore 12,00

Domenica e festivi: dalle ore 12.00 alle 24.00

INFOLINE

ASSOCIAZIONE LO SPIRITO DEL PIANETA

cell : 347 5763417 - info@lospiritodelpianeta.it -  www.lospiritodelpianeta.it

2 EURO PER ACCESSO AL PARCHEGGIO

 

SAOR PATROL – INTRO

La cornamusa, considerata strumento nazionale, accompagna le note di un gruppo che con la sua grinta e con i suoi tamburi sa farci respirare ogni volta l’aria della Scozia, quella vera: gli Saor Patrol ! Dal gaelico, il nome di questo gruppo letteralmente significa "la pattuglia della libertà" (saorsa è la parola gaelica che indica il concetto di libertà). Questo perchè non si tratta di un gruppo meramente musicale: gli Saor Patrol (Clanranald Trust for Scotland) sono portatori culturali di una tradizione antica che ha bisogno di impegno e dedizione per sopravvivere. Dal 1996 il progetto è quello di realizzare un forte celtico (DunCarron) nei pressi di Edimburgo, per poter trasmettere a tutti e soprattutto ai più giovani l'amore per il proprio passato. Fortificazione che in questo momento è terminata nel suo perimetro, nella reception, nei bagni, nel parcheggio e che sarà terminata per il 2012. Il gruppo ha fatto parte del cast di numerosi film di notevole importanza come:Brave HeartIl GladiatoreRè ArtùE l’ultimo Robin HoodRussel Crowe ha in programma di girare a DunCarron il prossimo episodio di Robin Hood.     

 

Lo spirito del pianeta è l’unico festival che si svolge in Italia con musiche e culture indigene. Quest’anno saranno 20 i gruppi provenienti da tutto il mondo che si esibiranno con le loro danze e canti tradizionali, parte di quella cultura spesso tramandata oralmente che anima il mondo. Ma il festival vuole mettere in scena lo spirito del pianeta non solo attraverso spettacoli di musica e danza. Ecco qui di seguito tutte le altre attività che danno linfa al festival.

 

 

 


Clusone 2023, il centro della Valle Seriana, diventa la capitale dei popoli indigeni del pianeta

@ CLUSONE VIA SAN LUCIO LOCALITA’ LA SPESSA

LO SPIRITO DEL PIANETA 2023

HEVIA

GIOVEDI’ 8 GIUGNO

Ingresso libero

Presente struttura al coperto che garantirà la realizzazione degli spettacoli anche in caso di maltempo

Orari di apertura del centro

Tutti i giorni feriali: dalle ore 19.00 alle 24.00

Sabati: dalle ore 12,00

Domenica e festivi: dalle ore 12.00 alle 24.00

INFOLINE

ASSOCIAZIONE LO SPIRITO DEL PIANETA

cell : 347 5763417 - info@lospiritodelpianeta.it -  www.lospiritodelpianeta.it

2 EURO PER ACCESSO AL PARCHEGGIO

 

DALLA GALIZIA (SPAGNA) HEVIA, ARTISTA CONOSICUTO IN TUTTO IL MONDO PER AVERE INVENTATO LA CORMAMUSA ELETTRONICA

 

È famoso per aver inventato, insieme ad altri, la "gaita MIDI", una cornamusa elettronica con la quale suona abitualmente. A soli 4 anni ha avuto i primi contatti con la cornamusa, con l'aiuto di Armando Fernández, che gli ha insegnato lo stile tradizionale. Dal 1986 al 2001 è stato direttore della banda di cornamuse di Villaviciosa; nel 1992 ha vinto da solista il primo premio al Festival interceltico di Lorient, in Bretagna.

Nel 1998 ha pubblicato il primo album Tierra de nadie (uscito con il titolo No Man's Land in alcuni paesi) che solo in Spagna ha venduto 1.000.000 di copie, e nel quale si trova il suo pezzo più famoso, Busindre Reel. L'album verrà ripubblicato nel 1999 in un'edizione speciale con tre remix aggiuntivi. Nel 2000 è uscito il suo secondo album, Al otro lado (edito anche come Al otro llau o The Other Side), mentre il terzo album Étnico ma non troppo è del 2003. Nel 2007 è uscito l'album Obsessión. Nel 2018 esce il quinto album Al son del indianu.

Solitamente nel suo gruppo è presente anche sua sorella Maria José, alle percussioni.

Due suoi brani, "La Línea Trazada" e "El Garrotin", sono apparsi sul gioco multipiattaforma Vigilante 8: Second Offence. Nel 2012 ha accompagnato il duo italiano Sonohra nella canzone Si chiama libertà, pubblicata nell'aprile dello stesso anno.