mercoledì 18 marzo 2026

 


Zondini

“Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante”

Kingem Records

Un album pieno di canzoni da sfogliare

Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante: il nuovo disco di Zondini è un viaggio musicale tra memoria, disincanto e resistenza poetica. Dieci brani che raccontano una fuga dolceamara verso mondi interiori più veri di quelli reali.

Ascolta l’album in streaming

https://zondini.bandcamp.com/album/fantasy-sci-fi-compagnia-cantante

 

 

L’INTERVISTA

 

 

1. Hai scritto “Romantasy” all’alba: che momento era della tua vita?

Era un momento di passaggio. L’alba è una soglia: non è più notte, ma non è ancora giorno. È un punto in cui tutto sembra sospeso, più silenzioso, più leggibile.

È anche il momento in cui senti una pace diversa, quasi irreale. Come se il mondo si fermasse un attimo prima di ripartire.

Mi ha sempre dato quella sensazione lì, un po’ da terra di mezzo, come in Ladyhawke, dove due stati opposti riescono a coesistere per un attimo.

“Romantasy” nasce in quello spazio: quando qualcosa finisce, ma qualcosa di nuovo non ha ancora preso forma.


2. Cosa ti affascina del fenomeno narrativo romantasy?

Mi affascina perché non è solo un genere, ma una risposta a un bisogno molto preciso. Il romantasy unisce due cose fortissime: l’evasione del fantasy e il coinvolgimento emotivo del romance.

Negli ultimi anni si sono viste delle tendenze molto chiare: penso al dark fantasy esploso sui social un paio d’estati fa, più cupo, più ambiguo, più stratificato, che ha influenzato anche il mio modo di ascoltare e creare musica.

Il romantasy è un’evoluzione di quel percorso: non ti basta più scappare in un altro mondo, vuoi anche viverci delle emozioni riconoscibili.

E forse il suo successo sta proprio lì: non ti allontana dalla realtà… ti offre un modo diverso per attraversarla.


3. È una canzone malinconica o speranzosa?

Direi entrambe, ma non nello stesso momento. Nel testo convivono due piani: da una parte il sogno, “il mondo è un sogno misterioso ed arcano”,  dall’altra una realtà che osserva, controlla, non comprende davvero .

C’è amore, ma anche distanza. C’è apertura, ma anche una sensazione di fragilità costante. È malinconica mentre la vivi,  ma lascia intravedere una possibilità.

Non è una speranza dichiarata. È più una tensione.


4. Ti senti vicino a quella ragazza che cammina sfuocata tra le pagine di un libro?

Sì, in modo molto diretto. Romanzi, fumetti, serie tv e musica sono stati un riferimento fondamentale nella mia vita emotiva, soprattutto da adolescente.  Arrivavano nei momenti giusti, spesso prima delle persone reali.

Penso a Gilbert O'Sullivan, alla Torre Nera di Stephen King, a Star Trek: The Next Generation, a Maison Ikkoku.

Non erano solo evasione. Erano strumenti per capire quello che stavo vivendo. Quella ragazza è sfocata proprio per questo: non è completamente definita, ma riesci comunque a riconoscerti in lei, o comunque provare empatia.


5. Quanto conta oggi la fuga nella fantasia?

Conta più di prima, ma è cambiata. Oggi abbiamo accesso immediato a qualsiasi contenuto,
ma questo non significa che stiamo immaginando di più. Anzi, spesso succede il contrario.

Lo streaming e gli algoritmi tendono a semplificare tutto, a offrirti esperienze già costruite, già digerite. Non ti chiedono uno sforzo.

Il rischio è perdere quella parte attiva della fantasia, quella che richiede tempo, vuoto, attenzione.

Per questo credo sia importante, ogni tanto, uscire da quel flusso e tornare a cercare qualcosa che non sia immediatamente disponibile.


6. Pensi che la tua generazione si senta più capita dai personaggi immaginari che dalle persone reali?

In parte sì. I personaggi immaginari sono costruiti per comunicare in modo diretto,
per arrivare subito a un punto emotivo preciso.

Le persone reali sono più complesse, più contraddittorie, meno immediate. Noi siamo cresciuti in mezzo a entrambe le cose: da un lato mondi narrativi molto potenti, dall’altro una realtà che non sempre riusciva a esprimersi con la stessa chiarezza. Questo crea uno scarto.

Il punto non è scegliere uno o l’altro,  ma imparare a non perdere profondità nel passaggio tra i due.



 

7. Se “Romantasy” fosse un film, che atmosfera avrebbe?

Sarebbe un film di dark fantasy romantico, a metà tra un anime anni ’90 e un racconto sentimentale sospeso.

Uno di quei film in cui convivono due dimensioni: da una parte un mondo immaginario, dall’altra relazioni molto intime, fragili, mai completamente risolte.

L’atmosfera sarebbe quella tipica di certi anime come The Vision of Escaflowne o Neon Genesis Evangelion: epica e allo stesso tempo malinconica, capace di alternare momenti molto emotivi a una sensazione costante di distanza.

Visivamente lo immagino così: luci soffuse, città osservate da lontano, personaggi che si cercano ma non coincidono mai del tutto.

C’è sempre un leggero ritardo emotivo, come se tutto arrivasse un attimo dopo.

In questo senso, questa visione si collega direttamente a Romantasy ’96, che è un progetto nato proprio da questa immaginazione.

È un EP rivolto al mercato giapponese che rilegge il lato più fantasy dell’album Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante, costruito partendo da un’idea precisa: immaginare che questa musica fosse uscita davvero nel 1996, in Giappone.

Cinque brani, tutti in giapponese, pensati per inserirsi nell’esstetica J-Pop anni ’90 e degli anime che univano fantasy, amore e malinconia in modo molto diretto, ma mai banale.

Non è solo  nostalgia.  È un tentativo di entrare dentro quel linguaggio emotivo e usarlo oggi. Per questo, se “Romantasy” fosse un film, non sarebbe solo una storia:  sarebbe la colonna sonora di qualcosa che sembra già esistere nella memoria,  anche se non sai esattamente dove o quando l’hai visto.

 

Presentazione album

Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante è un concept album che ruota attorno a due figure simboliche: Fantasy e Sci-Fi. Un ragazzo e una ragazza che fuggono da un mondo devastato, alla ricerca di rifugio nella fantasia, nell'amore e nella musica. Non sono protagonisti di una storia lineare, ma frammenti di una generazione che si sente senza futuro, abbandonata da chi avrebbe dovuto proteggerla.

L’intento non è moraleggiare, ma evocare. Ogni brano è una cartolina da una realtà parallela, in cui le emozioni hanno ancora diritto di cittadinanza. Le immagini sono forti, surreali, spesso ironiche, ma sempre mosse da una profonda urgenza comunicativa.

Tre brani chiave:

     "Gentile Donzella" – Un inno alla tenerezza perduta, ambientato in un'Italia immaginaria che somiglia a un ricordo sbiadito. Un bar dell’oratorio, un jukebox, un giardino segreto: elementi di una nostalgia dolce e senza tempo.

     "Romantasy" – Brano simbolo dell’album, nasce all’alba e racconta una ragazza che cammina sfuocata tra le pagine di un libro e i silenzi di una città ipercontrollata. Un inno visionario e malinconico ispirato alla sensibilità romantica e alla perdita di connessione con il reale,. Una fuga nella fantasia per sopravvivere al presente.

     "Gruppo Sanguigno #404" – Forse il brano più politico del disco. Una generazione ha perso il cuore, gli eroi, l’indignazione, ma sente ancora la necessità di ribellarsi e dare voce alla propria rabbia.

Zondini, artista cesenate, torna con un disco fuori dalle mode e pieno di verità. Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante è un lavoro coraggioso, pubblicato in digitale da Kingem Records, prodotto in autonomia, ma con una visione forte e coerente. Ideale per chi cerca nella musica riflessioni autentiche, immagini forti e qualche sorriso malinconico. Dopo anni di carriera tra Tiny Tide, il Tenco e la RAI, questo album segna una nuova tappa, intima e necessaria.

Info sull'album: https://www.spazio1984.it/category/new-music-machine/


Bio artista (Zondini)

Zondini è il volto cantautorale di un artista romagnolo con una lunga storia nella scena indipendente italiana e internazionale. Attivo dagli anni '90, debutta come Mark Zonda in una Cesena che suonava ancora nelle camerette con tastiere e loop.

Nel 2007 fonda il progetto Tiny Tide, diventato una cult band dell'indie-pop italiano grazie a singoli come Girls From Ronta (trasmesso anche in UK, Belgio e California) Tiny Tide ha aperto concerti per band inglesi, svedesi e francesi, portando la Romagna oltreconfine.

Nel 2012 nasce il progetto Zondini, con l'album Re:Visioni del Tempo, candidato al Premio Tenco. Il percorso continua fino al 2016 con NoiSe, ultimo album a nome Zondini prima di una pausa creativa e della nascita del nuovo progetto musicale Calcetto. Nel 2024 torna anche Tiny Tide con l'album My Clubbing Days. Nel 2026, invece, Zondini pubblica Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante: un concept album interamente prodotto in autonomia, che raccoglie l’eredità delle sue esperienze precedenti, aprendone una nuova.


 

Contatti e ascolto

Guarda i video:
https://www.youtube.com/watch?v=l0RN28jzfQY
https://www.youtube.com/watch?v=RQIo89NJs2M

 

 

 

 

 

 

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