Zondini
“Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante”
Kingem Records
Un album pieno di
canzoni da sfogliare
Fantasy, Sci-Fi
& Compagnia Cantante: il nuovo disco di Zondini è un viaggio musicale tra
memoria, disincanto e resistenza poetica. Dieci brani che raccontano una fuga
dolceamara verso mondi interiori più veri di quelli reali.
Ascolta l’album in streaming
https://zondini.bandcamp.com/album/fantasy-sci-fi-compagnia-cantante
L’INTERVISTA
1. Hai scritto “Romantasy” all’alba:
che momento era della tua vita?
Era un momento di passaggio. L’alba è una soglia: non è
più notte, ma non è ancora giorno. È un punto in cui tutto sembra sospeso, più
silenzioso, più leggibile.
È anche il momento in cui senti una pace diversa, quasi
irreale. Come se il mondo si fermasse un attimo prima di ripartire.
Mi ha sempre dato quella sensazione lì, un po’ da terra
di mezzo, come in Ladyhawke, dove due stati opposti riescono a
coesistere per un attimo.
“Romantasy” nasce in quello spazio: quando qualcosa
finisce, ma qualcosa di nuovo non ha ancora preso forma.
2. Cosa ti affascina del fenomeno
narrativo romantasy?
Mi affascina perché non è solo un genere, ma una
risposta a un bisogno molto preciso. Il romantasy unisce due cose fortissime:
l’evasione del fantasy e il coinvolgimento emotivo del romance.
Negli ultimi anni si sono viste delle tendenze molto
chiare: penso al dark fantasy esploso sui social un paio d’estati fa, più cupo,
più ambiguo, più stratificato, che ha influenzato anche il mio modo di
ascoltare e creare musica.
Il romantasy è un’evoluzione di quel percorso: non ti
basta più scappare in un altro mondo, vuoi anche viverci delle emozioni
riconoscibili.
E forse il suo successo sta proprio lì: non ti
allontana dalla realtà… ti offre un modo diverso per attraversarla.
3. È una canzone malinconica o
speranzosa?
Direi entrambe, ma non nello stesso momento. Nel testo
convivono due piani: da una parte il sogno, “il mondo è un sogno misterioso
ed arcano”, dall’altra una realtà
che osserva, controlla, non comprende davvero .
C’è amore, ma anche distanza. C’è apertura, ma anche
una sensazione di fragilità costante. È malinconica mentre la vivi, ma lascia intravedere una possibilità.
Non è una speranza dichiarata. È più una tensione.
4. Ti senti vicino a quella ragazza
che cammina sfuocata tra le pagine di un libro?
Sì, in modo molto diretto. Romanzi, fumetti, serie tv e
musica sono stati un riferimento fondamentale nella mia vita emotiva,
soprattutto da adolescente. Arrivavano
nei momenti giusti, spesso prima delle persone reali.
Penso a Gilbert O'Sullivan, alla Torre Nera di Stephen
King, a Star Trek: The Next Generation, a Maison Ikkoku.
Non erano solo evasione. Erano strumenti per capire
quello che stavo vivendo. Quella ragazza è sfocata proprio per questo: non è
completamente definita, ma riesci comunque a riconoscerti in lei, o comunque
provare empatia.
5. Quanto conta oggi la fuga nella
fantasia?
Conta più di prima, ma è cambiata. Oggi abbiamo accesso
immediato a qualsiasi contenuto,
ma questo non significa che stiamo immaginando di più. Anzi, spesso succede il
contrario.
Lo streaming e gli algoritmi tendono a semplificare
tutto, a offrirti esperienze già costruite, già digerite. Non ti chiedono uno
sforzo.
Il rischio è perdere quella parte attiva della
fantasia, quella che richiede tempo, vuoto, attenzione.
Per questo credo sia importante, ogni tanto, uscire da
quel flusso e tornare a cercare qualcosa che non sia immediatamente
disponibile.
6. Pensi che la tua generazione si
senta più capita dai personaggi immaginari che dalle persone reali?
In parte sì. I personaggi immaginari sono costruiti per
comunicare in modo diretto,
per arrivare subito a un punto emotivo preciso.
Le persone reali sono più complesse, più contraddittorie,
meno immediate. Noi siamo cresciuti in mezzo a entrambe le cose: da un lato
mondi narrativi molto potenti, dall’altro una realtà che non sempre riusciva a
esprimersi con la stessa chiarezza. Questo crea uno scarto.
Il punto non è scegliere uno o l’altro, ma imparare a non perdere profondità nel
passaggio tra i due.
7. Se “Romantasy” fosse un film, che
atmosfera avrebbe?
Sarebbe un film di dark fantasy romantico, a metà tra
un anime anni ’90 e un racconto sentimentale sospeso.
Uno di quei film in cui convivono due dimensioni: da una
parte un mondo immaginario, dall’altra relazioni molto intime, fragili, mai
completamente risolte.
L’atmosfera sarebbe quella tipica di certi anime come
The Vision of Escaflowne o Neon Genesis Evangelion: epica e allo stesso tempo
malinconica, capace di alternare momenti molto emotivi a una sensazione
costante di distanza.
Visivamente lo immagino così: luci soffuse, città
osservate da lontano, personaggi che si cercano ma non coincidono mai del
tutto.
C’è sempre un leggero ritardo emotivo, come se tutto arrivasse
un attimo dopo.
In questo senso, questa visione si collega direttamente
a Romantasy ’96, che è un progetto nato proprio da questa immaginazione.
È un EP rivolto al mercato giapponese che rilegge il
lato più fantasy dell’album Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante, costruito
partendo da un’idea precisa: immaginare che questa musica fosse uscita davvero
nel 1996, in Giappone.
Cinque brani, tutti in giapponese, pensati per
inserirsi nell’esstetica J-Pop anni ’90 e degli anime che univano fantasy, amore
e malinconia in modo molto diretto, ma mai banale.
Non è solo
nostalgia. È un tentativo di
entrare dentro quel linguaggio emotivo e usarlo oggi. Per questo, se
“Romantasy” fosse un film, non sarebbe solo una storia: sarebbe la colonna sonora di qualcosa che
sembra già esistere nella memoria, anche
se non sai esattamente dove o quando l’hai visto.
Presentazione album
Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante è un
concept album che ruota attorno a due figure simboliche: Fantasy e Sci-Fi. Un
ragazzo e una ragazza che fuggono da un mondo devastato, alla ricerca di
rifugio nella fantasia, nell'amore e nella musica. Non sono protagonisti di una
storia lineare, ma frammenti di una generazione che si sente senza futuro,
abbandonata da chi avrebbe dovuto proteggerla.
L’intento non è moraleggiare, ma evocare. Ogni brano è
una cartolina da una realtà parallela, in cui le emozioni hanno ancora diritto
di cittadinanza. Le immagini sono forti, surreali, spesso ironiche, ma sempre
mosse da una profonda urgenza comunicativa.
Tre brani chiave:
●
"Gentile Donzella" – Un inno alla
tenerezza perduta, ambientato in un'Italia immaginaria che somiglia a un
ricordo sbiadito. Un bar dell’oratorio, un jukebox, un giardino segreto:
elementi di una nostalgia dolce e senza tempo.
●
"Romantasy" – Brano simbolo
dell’album, nasce all’alba e racconta una ragazza che cammina sfuocata tra le
pagine di un libro e i silenzi di una città ipercontrollata. Un inno visionario
e malinconico ispirato alla sensibilità romantica e alla perdita di connessione
con il reale,. Una fuga nella fantasia per sopravvivere al presente.
●
"Gruppo Sanguigno #404" – Forse il
brano più politico del disco. Una generazione ha perso il cuore, gli eroi,
l’indignazione, ma sente ancora la necessità di ribellarsi e dare voce alla
propria rabbia.
Zondini, artista cesenate, torna con un disco fuori
dalle mode e pieno di verità. Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante è
un lavoro coraggioso, pubblicato in digitale da Kingem Records, prodotto in
autonomia, ma con una visione forte e coerente. Ideale per chi cerca nella
musica riflessioni autentiche, immagini forti e qualche sorriso malinconico.
Dopo anni di carriera tra Tiny Tide, il Tenco e la RAI, questo album segna una
nuova tappa, intima e necessaria.
Info sull'album: https://www.spazio1984.it/category/new-music-machine/
Bio artista (Zondini)
Zondini è il volto cantautorale di un artista romagnolo
con una lunga storia nella scena indipendente italiana e internazionale. Attivo
dagli anni '90, debutta come Mark Zonda in una Cesena che suonava ancora nelle
camerette con tastiere e loop.
Nel 2007 fonda il progetto Tiny Tide, diventato
una cult band dell'indie-pop italiano grazie a singoli come Girls From Ronta
(trasmesso anche in UK, Belgio e California) Tiny Tide ha aperto concerti per
band inglesi, svedesi e francesi, portando la Romagna oltreconfine.
Nel 2012 nasce il progetto Zondini, con l'album Re:Visioni
del Tempo, candidato al Premio Tenco. Il percorso continua fino al 2016 con
NoiSe, ultimo album a nome Zondini prima di una pausa creativa e della
nascita del nuovo progetto musicale Calcetto. Nel 2024 torna anche Tiny
Tide con l'album My Clubbing Days. Nel 2026, invece, Zondini pubblica Fantasy,
Sci-Fi & Compagnia Cantante: un concept album interamente prodotto in
autonomia, che raccoglie l’eredità delle sue esperienze precedenti, aprendone
una nuova.
Contatti e ascolto
Guarda i video:
https://www.youtube.com/watch?v=l0RN28jzfQY
https://www.youtube.com/watch?v=RQIo89NJs2M

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